Ettore Favini

 


Upside Down

La Scuola Civica d'Arte Contemporanea presenta, in anteprima assoluta, l'ultimo lavoro di Ettore Favini: girato a Genk, cittadina mineraria del Limburgo (BE) durante Manifesta, il video Upside Down è azione sociale, monumento pubblico, dono alla miniera e ai minatori. Scalare il Terril: la pancia della terra ribaltata fuori, di notte come nel buio della miniera, come per un giovane minatore la prima discesa nei tunnel, per piantare in cima a questa collina artificiale un ciliegio, albero simbolico del “miracolo di Santa Barbara”. L'azione di per se é stata invisibile, come invisibili erano i minatori nel loro calarsi nella terra, uomini venduti dal loro Stato nella folle corsa all'energia. Un'energia “cattiva” che ha distrutto l'ambiente e le vite delle persone. L'intervento si inserisce nella trama del quotidiano con discrezione, suggerendo uno sguardo responsabile verso il mondo, un po' come quando lasciamo la nostra firma sulla corteccia di un albero, inscrivendo cioè la nostra esistenza nella natura.

L'evento, che vede la partecipazione dell'artista, è stato creato dalla Scuola Civica d'Arte Contemporanea (Giuseppefraugallery + Comune di Iglesias) con la collaborazione dell'Associazione Minatori Nebida, l'Associazione Minatori Iglesienti, l'Associazione Minatori e Memoria Bindua, l'Associazione Scuole di Miniera Scudimi, L'Università della Terza Età, la Società Operaia di Mutuo Soccorso.
O Santa Barbera
o santa Barberina
dei minatori
sei la regina.
Anche mio padre
sempre me lo diceva
di star lontano
dalla miniera
Ed io testardo
ci sono sempre andato
finché una mina
mi ha rovinato
Finché una mina
di quella galleria
mi ha rovinato
la vita mia
Non c'è più medici
nemmeno medicine
che fan guarire
le mie rovine
Non c'è più medici
nemmeno i professori
che fan guarire
i miei polmoni
O Santa Barbera
o santa Barberina
dei minatori
sei la regina.

“Denunciata dal padre pagano per aver abbracciato la fede cristiana, Barbara fu condannata alla decapitazione. Lungo il percorso verso il carcere, un ramo di ciliegio s'impigliò nell'abito della ragazza. Barbara mise il ramo in una brocca ed esso fiorì proprio il giorno dell'esecuzione.”

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