Perché una scuola civica d'arte contemporanea ad Iglesias?



  Anche nel Sulcis non c’è Amministrazione che non dichiari di voler puntare sulla cultura, persino una buona parte della popolazione ritiene che questa sia un’azione necessaria per forme alternative di sviluppo (come nel caso del turismo), ma in questa operazione spesso non si tiene abbastanza conto dell’equazione sulla qualità della cultura, innescando una serie di errori in grado di compromettere il valore di matrice che essa recita proprio nei processi di riconversione e di innovazione.

Tra i numerosi aspetti della produzione culturale, quello dell’arte contemporanea è sicuramente il settore che viene da molti percepito come il più ermetico ed ostico: questo è spesso dovuto alla mancanza di un’esperienza diretta, nonché ad una errata informazione basata su stereotipi che mirano a creare un’idea sbagliata e un’immagine negativa del fare e del ruolo dell’arte, e dell’artista, nella nostra epoca.

L’Arte Contemporanea riveste un importante ruolo come matrice dei processi creativi e dell’innovazione, oltre che in quello dello sviluppo della coscienza e della consapevolezza sociale: non a caso la sua presenza è direttamente proporzionale al grado di sviluppo di un determinato territorio.

Siamo abituati a vedere e pensare l’arte contemporanea nelle capitali economiche e politiche del pianeta, mentre nelle realtà provinciali e periferiche ci si accontenta facilmente di posizioni di retroguardia, a volte derivanti da scarti di produzione dei grandi centri, più spesso ancora dettate dalle dinamiche di un quieto vivere e dalla necessaria distanza dalle problematiche delle realtà metropolitane. Questo atteggiamento può essere adatto in territori che attraversano un periodo di stabilità economica e sociale, ma diventa deleterio, per non dire pericoloso e controproducente, in quelli che, come il nostro, versano in un una condizione di grave crisi, soprattutto se per uscire da quella situazione è obbligatorio passare per una riconversione economica  e produttiva.

Per uscire dalla crisi il nostro territorio ha bisogno di nuove energie e di competenze adeguate, capaci di intercettare le nuove prospettive e le contraddizioni del prossimo futuro: abbiamo bisogno di attivare dei processi ad alta energia creativa e culturale in grado di essere di supporto nel pensare nuove ed inedite soluzioni, acquisire cioè il livello culturale necessario per essere protagonisti della propria rinascita culturale ed economica.

Non è difficile immaginare come una visione dell’arte legata a gusti anacronistici o a processi  autoreferenziali, non sia di certo la condizione ideale per sapersi orientare coerentemente verso modelli di sviluppo innovativi che siano in grado di trovare una via d’uscita alle emergenze sociali e ambientali del territorio. Questi obiettivi non possono essere raggiunti importando passivamente modelli pensati e costruiti in altre e per altre realtà ma è necessario operare in un’ottica di radicamento nel territorio che sappia però confrontarsi con altre realtà anche internazionali.